Sono entrato per vendere un servizio all’HR Director. Dopo 5 minuti avrei voluto offrirgli un nuovo lavoro

Qualche giorno fa sono andato a trovare un potenziale cliente. Azienda del lusso, padronale, qualche centinaio di dipendenti. Sulla carta un cliente molto interessante.

Ero seduto con l’HR Director, stavamo per iniziare. A un certo punto entra il titolare e, prima ancora di salutare, comincia a sbraitare con i dipendenti, in particolare proprio con l’HR. Davanti a me, alle nove del mattino.

Come biglietto da visita non c’è male.

Quando è uscito, l’HR Director mi ha guardato abbastanza avvilito e mi ha detto: “Guardi che non è sempre così”.
Mi ha fatto tenerezza, devo ammetterlo. Abbiamo parlato ancora un po’ e me ne sono andato.

La curiosità del mestiere

Però la curiosità mi è rimasta. Così ho fatto quello che faccio di mestiere: ho chiamato un dipendente di quell’azienda e gli ho chiesto com’era l’ambiente di lavoro.
Me ne ha dette di tutti i colori.

Io faccio questo lavoro da più di vent’anni e continuo a stupirmi. Aziende che spendono tantissimo per l’immagine, per i negozi, per il marchio, e poi trattano le persone in questo modo.

Perché i bravi non si trovano (o non restano)

E poi ci si lamenta che i bravi non si trovano o non restano.
Un candidato bravo prima di accettare si informa, chiama qualcuno che lavora lì. Esattamente come ho fatto io.
E a quel punto puoi offrirgli quello che vuoi, ma non viene.

Voi vi siete mai trovati in una situazione del genere, da candidati, da consulenti o da dipendenti?

Luca Lovati, Managing Partner – Lovati & Associati